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#89 – “Nightwood”, dipinto di Jeff Dillon Fine Art
Mentre gli incendi continuano a divampare in tutto il Canada, torno continuamente al mio dipinto Nightwood. L’ho realizzato anni fa, ma oggi porta con sé un peso diverso, che sembra radicato in tutto ciò a cui stiamo assistendo nel Paese.
Il mio legame con la foresta risale alla mia infanzia. Ho trascorso innumerevoli estati esplorando i boschi, arrampicandomi sugli alberi, girando le foglie, osservando come la luce filtrava attraverso la volta, imparando il ritmo del mondo naturale. Per me era molto più di un parco giochi: era un luogo di meraviglia, pace e significato. Questo amore mi ha accompagnato nell’età adulta e mi ha portato infine a studiare orticoltura, approfondendo la mia comprensione del funzionamento degli ecosistemi e del motivo per cui le foreste sono così profondamente importanti.
Ancora oggi, le piante riempiono il mio studio e gli alberi compaiono in quasi ogni dipinto che realizzo. Sono diventati parte del modo in cui elaboro la mia arte. Ma guardare le foreste bruciare, vedere intere regioni soffocate dal fumo, famiglie costrette a lasciare le proprie case, la fauna selvatica minacciata e i vigili del fuoco rischiare tutto per proteggere ciò che resta, è straziante. Ed è un promemoria di quanto questo equilibrio sia diventato fragile.
L’equilibrio di cui parlo non è soltanto ecologico: è allo stesso tempo emotivo, sociale e ambientale. Per tanto tempo abbiamo confidato nel fatto che la natura si sarebbe ripresa, che le foreste sarebbero guarite e che le stagioni sarebbero trascorse come sempre. Ma questi incendi arrivano con maggiore intensità, più rapidamente e prima rispetto al passato. Il suolo non ha il tempo di riprendersi. La fauna selvatica non riesce sempre ad adattarsi. I sistemi predisposti per proteggere le persone sono messi a dura prova ogni anno di più.
Ciò a cui stiamo assistendo non è semplicemente la natura che fa ciò che ha sempre fatto: è la natura sottoposta a pressione. Troppa poca pioggia. Troppo caldo. Terreni che si prosciugano e resistono come meglio possono. E tutto questo sta accadendo su una scala che diventa impossibile ignorare.
Ho dipinto Nightwood sapendo che il fuoco ha da sempre un ruolo nel ciclo della natura. Nelle condizioni giuste, rinnova la terra, apre le pigne, elimina la vegetazione eccessiva e crea spazio perché la nuova vita possa attecchire. Ma ciò che vediamo oggi sembra diverso. È diverso. Questi incendi indicano uno squilibrio più profondo, che la maggior parte di noi riconosce. Un clima in trasformazione. Un’urgenza crescente. E un costo sempre più alto per chi vive più vicino alla terra.
Questo dipinto è il mio modo di testimoniare. Non come dichiarazione, ma come traccia di un sentimento. Un modo per riconoscere le persone che stanno vivendo tutto questo e il profondo peso emotivo di vedere qualcosa che ami lottare per sopravvivere.
Se sei stato colpito da questa situazione, sappi che ti penso. E se, come me, hai trascorso la vita sentendoti attratto dalle foreste, dalla loro bellezza e dalla loro resilienza, spero che Nightwood ti offra un momento per riflettere, ricordare e fare spazio a ciò che tutti noi stiamo vivendo in questo momento.
E anche in mezzo a tutto questo, continuo a credere in noi, nella nostra capacità di unirci quando conta davvero. Nei momenti di crisi, spesso sono le persone comuni a mostrarci che aspetto abbia davvero la speranza. Vicini che aiutano altri vicini, comunità che si mobilitano per sostenersi a vicenda e atti di coraggio silenzioso che ci ricordano che non siamo soli. È in questi momenti collettivi di cura e resilienza che il cammino da seguire comincia a prendere forma. Credo che possiamo guarire la Terra, insieme.
Jeff



